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Brunetta racconta la sofferenza per il body shaming subito
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Brunetta: la sofferenza per il body shaming subito

Renato Brunetta

Il presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha raccontato il dolore e la sofferenza per le offese subite negli anni per il suo aspetto.

Il nome di Renato Brunetta, presidente del CNEL, ogni tanto riappare. Dopo la vicenda controversa legata ad uno stipendio extra tempo fa, eccolo di nuovo protagonista con un editoriale per il Corriere della Sera dal significato molto personale. Brunetta, infatti, ha parlato del body shaming subito nella sua vita per via dell’aspetto fisico e della decisione dello Stato di varare una legge sull’argomento.

Renato Brunetta
Renato Brunetta – newsmondo.it

Renato Brunetta e la legge sul body shaming

Intervenuto sul Corriere della Sera, Renato Brunetta ha spiegato come sia soddisfatto della decisione dello Stato italiano di varare una legge per definire gli episodi di body shaming come violenza. Una legge a cui si accompagna anche una Giornata dedicata. “Il body shaming è violenza. È violenza psicologica, capace di produrre sofferenza misurabile, abbandono scolastico, isolamento, disturbi della nutrizione, depressione. Un dolore provocato che può sfociare in conseguenze devastanti per chi le subisce e per i propri cari”.

La svolta dopo tanto tempo è arrivata: “Per anni è stato considerato una bizzarria del costume, una rude consuetudine, al massimo una mancanza di tatto. Dal 16 maggio, lo Stato lo riconoscerà per quello che è – violenza psicologica, morale e materiale – e gli dedica una Giornata nazionale, contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone. Era ora”, ha detto ancora il presidente del CNEL.

La sofferenza personale e quanto subito negli anni

Dopo aver spiegato come tale legge sia stata fortemente voluta con “tenacia dall’onorevole Martina Semenzato, prima firmataria e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio”, Brunetta ha parlato di quanto vissuto in prima persona negli anni. Quando lo hanno chiamato “tappo, nano, ed espressioni peggiori, dai banchi dell’aula scolastica fino agli scranni dell’aula parlamentare, dalle vignette dei quotidiani agli insulti anonimi della Rete”.

Brunetta ha ammesso come certe ferite continuino ad esistere: “Ho retto perché ho avuto la fortuna delle spalle larghe, e di una biografia che mi ha protetto. Ma le ferite dell’infanzia non si chiudono mai del tutto, si imparano a portare, semmai, e tornano quando meno te lo aspetti, davanti a una battuta in televisione, a una vignetta sul giornale del mattino, a una risatina di troppo in mezzo a una riunione, restituendoti per intero il bambino che eri”.

Facendo riferimento al 16 maggio, alla legge e alla Giornata dedicata contro il body shaming, il presidente del CNEL ha aggiunto: “[…] Mi auguro che il 16 maggio non resti una data sul calendario, e che diventi piuttosto un banco di prova quotidiano per chiunque abbia una voce pubblica. […] Quella misura è riconosciuta oggi per legge. Tocca a noi farla diventare un’abitudine, una sensibilità condivisa. La normalità, fatta di cultura ed etica dello stare insieme”.

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ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026 12:42

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